Come scegliere gli infissi antieffrazione
Quali finestre scegliere per migliorare la sicurezza della propria casa? Vediamo quali caratteristiche devono avere gli infissi antieffrazione con l'esperta
Giulia Brutto
Architetto
Studio di architettura BARBARO18
- Cosa significa antieffrazione?
- Infisso antieffrazione: quali caratteristiche deve avere?
- Quali sono le classi di sicurezza RC per le finestre?
- Quale classe di sicurezza delle finestre è la migliore?
- Cosa significa antieffrazione?
- Infisso antieffrazione: quali caratteristiche deve avere?
- Quali sono le classi di sicurezza RC per le finestre?
- Quale classe di sicurezza delle finestre è la migliore?
La sicurezza della propria casa è una preoccupazione sempre più rilevante nel panorama italiano. I dati Istat dipingono uno scenario preoccupante: ogni anno si registrano circa 135.000 denunce di furto in abitazione, con una particolare vulnerabilità delle residenze situate ai piani inferiori degli edifici e delle case isolate. Un dato ancora più allarmante emerge dall’analisi delle modalità di intrusione: oltre il 70% dei furti avviene attraverso finestre e porte finestre, non dalla porta principale come molti potrebbero supporre.
Questa statistica sottolinea quanto sia importante la scelta di infissi antieffrazione adeguati, evidenziando come le finestre rappresentino il punto più vulnerabile delle nostre abitazioni. La protezione di questi accessi diventa quindi una priorità assoluta nella strategia di sicurezza domestica, meritando un’attenzione particolare durante la fase di selezione e installazione.
Cosa significa antieffrazione?
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Nel contesto dei sistemi di sicurezza per la casa, il termine antieffrazione rappresenta una caratteristica fondamentale di porte e finestre progettate per contrastare i tentativi di intrusione illegale.
Un serramento antieffrazione è caratterizzato da particolari accorgimenti tecnici e strutturali che lo rendono notevolmente resistente alle manipolazioni e ai tentativi di scasso. L’obiettivo principale non è garantire un’impenetrabilità assoluta, ma piuttosto creare un significativo ostacolo temporale per i malintenzionati, costringendoli a impiegare più tempo e risorse nei loro tentativi di effrazione.
È fondamentale evidenziare la differenza tra antieffrazione e antisfondamento: mentre l’antisfondamento si concentra specificamente sulla capacità del vetro di resistere agli urti, l’antieffrazione è un concetto più ampio che spesso incorpora anche elementi antisfondamento nelle sue specifiche tecniche. Un sistema antieffrazione completo infatti generalmente include vetrate antisfondamento come parte integrante della sua strategia di protezione.
Infisso antieffrazione: quali caratteristiche deve avere?
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Un infisso antieffrazione di qualità deve possedere diverse caratteristiche essenziali per garantire un’efficace protezione contro le intrusioni. L’elemento più importante è la presenza di una certificazione ufficiale che attesti il superamento di specifici test di sicurezza, con una classificazione che va dal livello 1 al livello 6.
La ferramenta rappresenta un componente cruciale del sistema di sicurezza, poiché costituisce il primo obiettivo dei tentativi di effrazione. Per questo motivo, deve essere realizzata con materiali particolarmente resistenti e meccanismi robusti.
Altrettanto fondamentale è la struttura del telaio, che deve presentare caratteristiche di solidità elevate per resistere efficacemente a tentativi di forzatura con strumenti comuni come cacciaviti o a sollecitazioni fisiche dirette.
Un altro elemento indispensabile è il vetro blindato, che deve garantire un livello di protezione equivalente a quello offerto dalla ferramenta e dal telaio, creando così un sistema di difesa uniforme e affidabile.
Un aspetto spesso sottovalutato ma determinante è l’installazione dell’infisso: per garantire la massima sicurezza, è necessario un sistema di fissaggio appropriato con ancoraggi ogni 40 centimetri e in particolare in corrispondenza dei punti critici come chiusure e cerniere. Un infisso di alta qualità, se installato in modo inadeguato, può infatti perdere gran parte della sua efficacia protettiva.
Quali sono le classi di sicurezza RC per le finestre?
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Nella selezione di infissi di sicurezza, è fondamentale comprendere il sistema di classificazione RC (Resistenza alla Classe), che determina il livello di protezione antieffrazione delle finestre. Questo sistema si basa su una valutazione che considera sia il tempo di resistenza che il livello di rumore generato durante un tentativo di effrazione.
La normativa UNI EN 1627 stabilisce i parametri per la classificazione della resistenza all’effrazione di finestre e porte, definendo sei livelli di protezione progressivi. Ogni classe offre una specifica barriera contro diverse tipologie di attacco:
La classe RC1 rappresenta il livello base, proteggendo da tentativi di intrusione che non prevedono l’uso di strumenti specifici. Salendo alla classe RC2, gli infissi sono progettati per resistere all’uso di strumenti manuali basilari.
La classe RC3 offre una protezione significativamente maggiore, contrastando l’utilizzo di attrezzi da scasso come il piede di porco. La classe RC4 si distingue per la capacità di resistere a strumenti elettrici portatili, fornendo un livello di sicurezza superiore.
Ai vertici della scala troviamo le classi RC5 e RC6, progettate per contrastare attacchi con attrezzature professionali e strumenti elettrici avanzati. La classe RC6, in particolare, offre protezione contro tentativi di effrazione prolungati con apparecchiature specializzate.
Questa classificazione considera non solo la resistenza fisica dei materiali, ma anche il fattore tempo-rumore, elementi cruciali nella deterrenza contro le intrusioni. La scelta della classe più appropriata dipenderà dalle specifiche esigenze di sicurezza e dal contesto in cui l’infisso verrà installato.
Quale classe di sicurezza delle finestre è la migliore?
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La scelta della classe di sicurezza per le finestre è una decisione che richiede un’attenta valutazione delle proprie esigenze specifiche. Diversi fattori influenzano questa scelta, come la posizione geografica, il tipo di edificio e il valore dei beni da proteggere.
È fondamentale consultare professionisti esperti nel settore che, attraverso un’analisi dettagliata delle specifiche necessità, possono suggerire la soluzione più appropriata. Un aspetto importante da considerare è che i tentativi di effrazione sono generalmente di breve durata: i malintenzionati tendono ad abbandonare l’impresa dopo pochi minuti di tentativi falliti.
Per quanto riguarda le diverse classi di protezione, la classe RC1 rappresenta il livello minimo di sicurezza, adatto solo per ambienti con contenuti di scarso valore. Le classi RC3 e RC4 offrono invece una protezione avanzata: la RC3 è ideale per abitazioni in zone tranquille ma isolate, mentre la RC4 è consigliata per aree con frequenti episodi di furto.
Le classi RC5 e RC6, che rappresentano i massimi livelli di protezione, vengono solitamente installate in contesti non residenziali, anche se potrebbero essere considerate in casi particolari che richiedono misure di sicurezza eccezionali.
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